Marchio di qualità: perchè si parla di flicker

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Marchio di qualità: perchè si parla di flicker

Il fenomeno del Flicker (sfarfallio) presente in tutte le sorgenti luminose, anche se non percepito, può avere effetti negativi sulla salute. In ogni caso compromette la qualità della luce. Per i produttori di illuminazione è importante poter certificare anche questo requisito, in attesa del varo di una normativa che stabilisca valori standard. Questi temi sono stati approfonditi nell’incontro dedicato a “Il Flicker ottico nell’illuminazione a Led” organizzato da UL (Underwriters Laboratories) nella sede di Burago Molgora (MB).

La giornata è stata aperta dal contributo autorevole di Laura Bellia, ordinario di Fisica tecnica ambientale del Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università Federico II di Napoli, che ha fornito una definizione esatta del flicker e dei parametri utilizzati per la misurazione del fenomeno. Bellia ha poi fatto il punto sulle conoscenze attuali riguardo gli effetti sull’uomo di questo fenomeno. Un meccanismo complesso che coinvolge sia gli organi dUL-05ella vista sia le risposte neurologiche dell’organismo. Un settore in cui sono in corso importanti ricerche  destinate a fornire dati sempre più precisi, visto che la diffusione su larga scala dei Led è fenomeno relativamente recente.

Walter Parmiani di UL ha illustrato la metodica messa a punto da UL per la misurazione dello sfarfallio nei diversi apparecchi di illuminazione e il rilascio del marchio “Low Optical Flicker”. L’offerta di questo nuovo servizio da parte dell’ente di certificazione nasce dalla convinzione che questo parametro sia un elemento importante per determinare la qualità dell’illuminazione in relazione alla salute e al comfort degli utenti, oltre che dall’esigenza di offrire alle aziende la possibilità di qualificare i propri prodotti con informazioni tecniche testate e affidabili.

UL_01Il punto di vista dei produttori è stato espresso da Giorgio Sottsass della Disano Illuminazione, la prima azienda italiana ad avere prodotti certificati “Low Optical Flicker”. Sottsass ha sottolineato come la Disano abbia intrapreso da diversi anni la strada della verifica di questo parametro sulla linea della ricerca della qualità che caratterizza l’azienda milanese.

Il Led infatti è una sorgente in cui questo problema è presente in misura maggiore rispetto alle sorgenti tradizionali e, sottolinea Sottsass, per i produttori sarebbe importante avere una normativa di riferimento. La messa a punto delle norme però è un fenomeno più lento rispetto all’evoluzione tecnologica e di mercato, di qui l’importanza di una certificazione fornita da un ente indidpendente che consente di scegliere un prodotto testato e sicuro.

Il flicker è una definiUL_02zione tecnica che nella realtà riguarda settori vastissimi. Un esempio è il rapporto fra la luce e la videosorveglianza: le telecamere sono oggi un mezzo indispensabile per prevenire o reprimere i reati, ma un’illuminazione non adeguata o con un livello eccessivo di flicker può compromettere la qualità delle riprese. Esempi simili si possono fare in molti altri settori, considerando tutte le altre funzioni della luce all’esterno e negli interni.

Nel complesso la giornata ha fornito ha fornito spunti utili non solo sull’importanza di un aspetto specifico come il flicker, ma anche sul ruolo che la normativa e la certificazione possono avere su un mercato in cui la tecnologia si evolve a grande velocità e nel quale è sempre più importante disporre di criteri sicuri per definire la qualità di un prodotto.

 

  • Posted by Redazione
  • On giugno 23, 2016
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Tags: flicker, news, UL

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