LED e convenienza: la scelta giusta in 3 mosse

LED e convenienza: la scelta giusta in 3 mosse

L’illuminazione con sorgenti LED oggi si propone come fattore di sviluppo tecnologico. Rinnovare l’impianto luci, infatti, migliora la qualità dell’ambiente di lavoro, aumenta la sicurezza e supporta la produttività dell’azienda.

Il mercato propone un’ampia scelta di apparecchi a LED che, apparentemente, assicurano tutti alte performance in termini di risparmio energetico, efficienza luminosa e durata di vita dell’impianto. Come valutare questi dati? E, soprattutto, come si possono confrontare correttamente gli apparecchi per scegliere il migliore?

 

1. Partiamo dall’efficienza luminosa, cos’è e come si calcola

Per efficienza luminosa si intende il rapporto fra il flusso luminoso (lumen) emesso dalla sorgente luminosa e la potenza elettrica assorbita (Watt). Il successo dei LED in tutte le applicazioni è arrivato grazie all’aumento dell’efficienza luminosa che dai 20-40 lumen/Watt della fine degli anni Novanta è passata agli attuali 120-140 lumen/Watt.

Va considerato che questo dato, fornito nelle specifiche tecniche degli apparecchi, riguarda il LED, ossia la sola sorgente luminosa, ma non corrisponde esattamente all’efficienza dell’apparecchio, perché le altre componenti (alimentatori, ottiche) assorbono una certa quantità di energia. Per esempio se il LED ha un’efficienza luminosa di 120 lumen/Watt, montato su un apparecchio con un alimentatore che assorbe il 5% della potenza e un’ottica che assorbe il 15% l’efficienza luminosa reale dell’apparecchio sarà di 97 lumen/Watt.

Bisogna quindi considerare se l’efficienza dichiarata dal produttore riguarda le sorgenti luminose (LED) o l’apparecchio.

In ogni caso gli apparecchi a LED sono molto più efficienti delle sorgenti tradizionali. Per esempio una lampada a LED da 6,5 Watt emette un flusso luminoso paragonabile ad una alogena da 50 watt.

Si può essere certi, quindi, che con i LED avremo un impianto altamente efficiente, ma quanto durerà? Per quanto tempo l’impianto manterrà le prestazioni iniziali?

Si tratta di un’informazione importante per valutare la convenienza economica dell’investimento in un nuovo impianto luci e per confrontare le soluzioni proposte dai costruttori.

2  Consideriamo anche la durata di vita, come si calcola e come viene indicata

Anche per quanto riguarda la durata di vita i LED hanno introdotto importanti novità.

Con le sorgenti tradizionali il fine vita della lampada corrispondeva allo spegnimento, mentre i LED perdono gradualmente il loro flusso luminoso in un arco di tempo molto più lungo. Per i LED si parla quindi di durata di vita utile, ossia il limite oltre il quale il LED non fornisce più una quantità di luce sufficiente.

Per misurare la durata di vita del LED si usa un parametro che indica la percentuale di flusso luminoso che la sorgente conserva dopo un certo numero di ore di accensione. Per esempio L80 50.000 h vuol dire che dopo 50.000 ore di accensione il LED fornisce ancora l’80% del flusso luminoso iniziale. Inoltre, con il parametro B si specifica la percentuale di componenti che non mantiene le caratteristiche iniziali.

Quindi, 50.000 L90 B10 indica che dopo 50.000 h di accensione, il 90% dei moduli LED fornisce ancora il 90% del flusso luminoso iniziale.

Da notare che il mantenimento del flusso luminoso riguarda solo il LED, ma sulla durata di vita dell’apparecchio e dell’impianto incide anche l’affidabilità e la robustezza delle altre componenti (materiali, parti elettriche ed elettroniche).

A questo punto abbiamo due elementi importanti per fare il confronto fra diversi apparecchi: l’efficienza e il mantenimento del flusso luminoso. Come dobbiamo utilizzarli?

3. Confrontiamo gli apparecchi correttamente per scegliere il migliore

Per avere una valutazione reale del valore dell’apparecchio e dell’investimento economico per passare ai LED non basta considerare l’efficienza dichiarata dal produttore, bisogna valutare anche il progetto e l’evoluzione nel tempo del mantenimento del flusso.

Spieghiamoci con un esempio.

L’apparecchio Astro di Disano da 200W, utilizzato per l’illuminazione industriale, ha un’efficienza di 112 lumen/watt e un mantenimento del flusso luminoso 100.000h (L90B10), che si può visualizzare con questa curva.

Solitamente viene confrontato con apparecchi da 160W con un’efficienza iniziale di 140 lm/W. Il grafico mostra il flusso luminoso dei due apparecchi nel corso del tempo.

 

qualita prodotto generale

_____ Astro LED (Disano)    _____ Altro apparecchio

 

Si può notare che dopo 50.000 h Astro ha un decadimento solo del 5% mentre altri apparecchi che dichiarano L80 50.000 h hanno un decadimento maggiore della luce nel tempo, pari almeno al 20%. Quindi per garantire la stessa quantità di luce di Astro dovrebbero avere una potenza maggiore del 20%, superiore ai 190 W.

In sostanza scegliendo Astro LED si ha la garanzia di avere nel tempo una quantità di luce superiore rispetto ad apparecchi che impiegano una potenza minore, ma hanno un decadimento più rapido.

Se poi consideriamo che l’apparecchio Astro è equipaggiato con ottica molto efficiente spesso in grado di recuperare un 5% di luce e più rispetto altri apparecchi equipaggiati con lenti con distribuzione non ottimale si conclude che con Astro avremo più luce con un minor consumo di energia. Infine, va aggiunto che gli Astro hanno un decadimento luminoso del 10% a 100.000 h, mentre gli altri apparecchi non considerano nemmeno il funzionamento oltre dato periodo, non indicando il mantenimento del flusso .

 

  • Posted by Redazione
  • On marzo 4, 2019
  • 0 Comments
  • 0 likes
Tags: Astro LED, Durata di vita, Flusso luminoso, news

0 Comments

Leave Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.