L’arte di illuminare un acquario

L’arte di illuminare un acquario

Anche per gli acquari l’illuminazione a LED può essere la soluzione migliore. Per forza. Le loro piccole dimensioni, il loro basso consumo, la loro capacità di offrire il colore desiderato fanno sì che la luce che si ottiene è tale da accontentare qualunque tipologia di pesci e qualunque essere umano amante dei medesimi.

Si può procedere quindi con un relamping dell’acquario? Certamente sì, considerando però alcune ipotesi progettuali, che devono partire dalle funzioni principali dell’illuminazione dell’acquario.

Le principali funzioni della luce nell’acquario

  1. assicurare il corretto bioritmo dei pesci.

  2. far crescere le eventuali piante, coralli e alghe.

  3. vedere nel modo migliore cosa succede all’interno e apprezzare i particolari, come le striature della “pelle” dei vari pesci

La scelta della luce dovrà quindi tener conto dell’insieme di queste motivazioni biologiche ed estetiche.

 

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Come impostare l’illuminazione

Per cominciare consideriamo la potenza installata (che comunque dipende dagli apparecchi, LED o altre tipologie). Occorre tener conto della quantità di acqua presente e dell’intensità luminosa che si vuole ottenere. E dipende anche da quanto è profondo l’acquario, perché anche il fondo deve essere illuminato. È bene a questo proposito utilizzare riflettori che possano direzionare il fascio luminoso.

Altro problema è quello di decidere lo spettro luminoso: ci viene in aiuto lo spettro P.A.R. (Photosynthetically Active Radiation – radiazione fotosinteticamente attiva) che ci consente di creare la luce più vicina a quella solare. Generalmente si preferisce lo spettro che più si avvicina alla luce naturale. La temperatura di colore delle lampade in commercio varia da 3000 ai 10.000 K ma è meglio scegliere sorgenti luminose tra 5000 e 6500 K se si ha a che fare con acquari per acqua dolce.

Nel caso di acquari per acqua marina, bisogna ricordare che è necessario utilizzare sorgenti luminose che favoriscano la crescita di coralli e di invertebrati. Solitamente si tratta di sorgenti di luce blu (dette anche attiniche) che si associano a sorgenti di luce bianca per dare un giusto equilibrio.

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Le sorgenti luminose

Attualmente tra le lampade più utilizzate troviamo i tubi fluorescenti, in particolare i T8 e i T5. Sono usate spesso negli acquari aperti o in quelli molto profondi anche le lampade a vapori di mercurio (HQL o HQI). Molto usate anche le lampade a risparmio energetico con 4000 K fino a 6500 K.

Recentemente però si sono fatti largo i LED, proprio per le prestazioni illuminotecniche, la durata, il consumo e la miniaturizzazione. La controindicazione potrebbe essere il prezzo, ma ormai è noto che il costo di un impianto va valutato a fine vita dell’impianto stesso, considerando l’eventuale sostituzione delle lampade e il costo energetico afferenti a tipologie di lampade molto “energivore”.

Sulla scelta dei Led è necessario pensare se si vuole un’illuminazione uniforme o meno. Poi bisogna considerare dove installarli (in base alla larghezza del fascio e alla profondità dell’acquario), e come (ad esempio interponendo una piastra di plexiglass tra led e vasca). Infine c’è anche la soluzione delle strisce di led.

E comunque, visto che a noi interessa l’effetto complessivo, perché non considerare anche la flessibilità dei led e la loro ridottissima dimensione dal punto di vista del loro posizionamento nella vasca? Nascondere le sorgenti e vedere i pesci nel loro ambiente è quello che desideriamo. Acqua in bocca!

  • Posted by Redazione
  • On settembre 19, 2016
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Tags: acquari, led, news

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