A scuola con i LED

A scuola con i LED

Studenti poco attenti e svogliati? Professori che faticano a farsi seguire? Forse il problema è la luce. L’illuminazione, infatti, agisce sull’umore, sulla salute e sulla capacità di attenzione. Lo dimostrano molti studi tra cui, per esempio, la classica ricerca di J.A. Veitch: “Ocular lighting effect on human physiology, mood and behaviour” (Technical Report CIE n. 158, Vienna) che mette in relazione la luce con l’umore e il comportamento umano.

Le ricerche sulla relazione tra il tipo di illuminazione delle aule e i risultati scolastici sono numerose. Già nel 1992 Kuller e Lindsten nella loro ricerca “Health and behaviour of children in classroom with and without windows” (Journal of Environmental Psychology) evidenziavano come l’apporto di luce naturale sia estremamente significativo perché gli studenti raggiungano gli obiettivi che i docenti pongono loro. Un’impostazione confermata da Hescong e altri in “Daylighting impacts on human performances in school” (2002). Tuttavia, va detto che altre ricerche non suffragano del tutto questi risultati. Nessuno però mette in dubbio la correlazione tra apprendimento e illuminazione.

Diverse luci per diverse funzioni

Una pubblicazione del 2011 di AICARR (“Ambiente interno ed efficacia energetica negli ambienti scolastici”) entra nel merito del tema scuole e della loro illuminazione portando un interessante contributo sul significato di luminanza, brillanza, illuminamento, contrasto di luminanza, visibilità ecc. Ma è interessante anche ricordare che in un’aula scolastica (o in un laboratorio scolastico) si svolgono diverse funzioni e sono presenti diversi oggetti. È proprio per questo motivo che gli apparecchi luminosi non possono banalmente essere considerati un semplice oggetto di arredamento, ma devono avere caratteristiche tecniche idonee, così come deve essere opportunamente studiata l’interazione tra luce naturale e luce artificiale.

  • La comunicazione verbale – imprescindibile in un’aula scolastica – deve essere tale che non vi sia il minimo abbagliamento nella direzione tra lo studente e il docente (il quale dovrà evitare di mettersi con alle spalle le finestre in presenza di sola luce naturale di notevole valore).

  • La presenza di lavagne nere o bianche a muro comporta soluzioni illuminotecniche non uguali.

  • Bisogna comunque evitare riflessioni che impediscano la lettura.

  • La lavagna nera deve essere illuminata verticalmente e uniformemente.

  • Nella lavagna bianca sono le scritte che assorbono la luce incidente mentre lo sfondo riflette: è necessario pensare ad un corretto posizionamento dei corpi illuminanti.

  • Nei laboratori deve essere adeguatamente studiata l’illuminazione del punto in cui avviene la dimostrazione pratica, considerando anche il tipo di oggetto studiato (come è noto un metallo o un frutto devono essere illuminati in modo diverso).

  • Qualora si utilizzi un proiettore l’illuminazione non può essere di tipo verticale.

  • Infine l’uso di un oggetto ormai consueto, il computer, porta a utilizzare soluzioni illuminotecniche ad hoc che tengano conto anche delle normative (ad esempio UNI EN 12464-1) tese a garantire comfort e sicurezza.

Come si vede molte sono le variabili e quindi la soluzione è un’illuminazione flessibile da ogni punto di vista. Ecco perché la soluzione ideale è un’illuminazione dinamica – controllabile e gestibile a seconda delle situazioni – realizzata con un sistema a led.

  • Posted by Redazione
  • On agosto 22, 2016
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Tags: luce dinamica, news, scuola

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